Analisi del 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Un “cable car” di San Francisco contiene 60 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 1.700 volte nel 2015. Se fosse un cable car, ci vorrebbero circa 28 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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Quanto è verde il bilancio regionale ?

Popolazione esposta al rischio alluvioni. Fonte Ispra 2015

Popolazione esposta al rischio alluvioni. Fonte Ispra 2015

La prossima settimana l’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna si appresta a votare la previsione di bilancio regionale per il triennio 2015-2017.

Proponiamo qui di seguito un breve approfondimento sugli investimenti previsti nel settore ambientale e cercheremo di confrontarli con quanto invece previsto per le infrastrutture. Perché questo confronto ?

Perché è in questo documento che si danno gambe alle scelte politiche e si misura la volontà di investire sulla cura del territorio (trasporto pubblico, riqualificazione energetica e sismica degli edifici, manutenzione del territorio e prevenzione del dissesto idrogeologico) piuttosto che sulle grandi infrastrutture. Basta guardare la mappa a fianco (fonte Rapporto sul dissesto 2014  – ISPRA) per capire che oltre la metà della popolazione dell’Emilia-Romagna è esposta al rischio alluvioni, mentre 73.794 persone sono esposte al rischio frane. Questa fatto macrocospico, aggravato negli ultimi anni dalla riduzione della manutenzione del territorio e dal cambiamento climatico, deve diventare una priorità ora più che mai.

Durante la complessa lettura del bilancio si notano alcuni segni positivi in tal senso: gli investimenti per esempio per le voci che riguardano la Difesa del Suolo e dell’Ambiente sono aumentati rispetto al 2014.

Tuttavia è ancora evidente un netto sbilanciamento verso finanziamenti a grandi infrastrutture trasportistiche come la Cispadana e il People Mover. Come già ribadito riteniamo queste opere non prioritarie e soprattutto in aperto contrasto con i principi di contenimento del consumo di suolo e di lotta al dissesto idrogeologico. Gli stanziamenti per Cispadana, ammontano a 179 milioni di euro, mentre quelli per il People Mover assommano a 17.5 milioni.

La Cispadana, la prima autostrada a gestione regionale (non ci sono finanziamenti statali), collegherà i caselli di Reggiolo-Rolo sull’A22 e quello di Ferrara sud sull’A13, e sarà realizzata in project financing per un costo complessivo di 1,2 miliardi. La concessione (di 50 anni) è stata affidata alla ARC (Autostrada Regionale Cispadana S.p.A), che una volta costruita la strada la gestirà, recuperando l’investimento con l’incasso dei pedaggi. Con una lunghezza complessiva di 67 Km, permetterà un risparmio stimato di tempo di circa 30 min rispetto ad 1h e 15min attualmente necessarie (fonte sito web ARC), ma la sua realizzazione andrebbe a divorare indicativamente 2000 ettari di suolo fertile che si aggiungerebbero ai 1300 ettari nel caso si realizzasse anche il Passante Nord, così come nelle intenzioni dell’Assessore regionale ai trasporti. Davvero un costo e un impatto spropositato per i nostri territori e per l’attività agricola che su queste terre si è sviluppata.

Del People Mover (PM) e della velleità di questo progetto si è già molto discusso. Ricordiamo che il People Mover è il progetto di collegamento veloce (totalmente automatico e senza conducente) fra stazione di Bologna e aeroporto da realizzare su monorotaia sopraelevata. La parte a carico della Regione, seppur inferiore alla Cispadana, è comunque cospicua e crediamo che tale somma sia molto più efficace e utile nel completamento del Servizio Ferroviario Metropolitano. Proprio l’SFM, tramite la stazione Aeroporto sulla linea SFM3, potrebbe essere una valida e più economica alternativa al PM. Per non parlare poi dei rischi finanziari a cui si espone Tper, socia di Marconi Express S.p.A, la società che gestirà l’opera, nel caso di mancata redditività del progetto.

Gli stanziamenti qui descritti stridono palesemente quindi con quanto indicato nel programma di mandato e nella stessa relazione introduttiva del bilancio regionale dove fra i 5 punti prioritari risultano misure contro il dissesto idrogeologico e per il trasporto pubblico locale. Non è costruendo grandi infrastrutture che si combatte il dissesto ne tanto meno si favorisce il trasporto pubblico locale.

Se infatti si comparano le voci di bilancio destinate al contrasto del dissesto idrogeologico, che includono la manutenzione dei versanti delle coste e dei fiumi, per un totale di 23 milioni (comunque raddoppiati rispetto al bilancio 2014), a cui sommiamo gli investimenti nel trasporto pubblico locale su rotaia pari a 15 milioni, la somma queste due voci equivale a circa il 20% degli stanziamenti destinati alle grandi infrastrutture (Cispadana + People Mover). Fra l’altro ci preme anche ricordare che la posa di nuove infrastrutture su un territorio già fragile ed esposto ad alluvioni, come le zone dove dovrebbero essere realizzate (vedi figura sopra), fa aumentare i costi per le loro difese e espone le generazioni future ai costi di eventuali danni che sono proporzionali al valore dell’opera.

Detto questo, i nostri consiglieri regionali il 21 Aprile 2015 hanno presentato in Commissione bilancio alcuni emendamenti riguardanti Infrastrutture e gli stanziamenti per la difesa del suolo. E’ stato chiesto lo stralcio del finanziamento, 17,5 mln di euro, relativo alla quota parte della Regione per la realizzazione del People Mover e l’uscita di Tper dalla Marconi Express. Questi putroppo, come prevedibile,  sono stati respinti dagli altri componenti della commissione. E’ stato invece accolto quello che richiedeva un ulteriore aumento di 3 milioni di euro, più del 10% del totale, per la difesa del suolo e la prevenzione del dissesto idrogeologico.

Grazie a SEL quindi avremo quindi un ulteriore incremento dei fondi per combattere il dissesto idrogeologico ma, consci dell’insufficienza complessiva rispetto alle esigenze, continueremo a lavorare per arrivare a rinunciare del tutto alle grandi opere e trasferire  gli investimenti verso interventi più sostenibili nel tempo e di maggiore utilità.

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Divieto di passante (nord) !

autostrada-di-notteSi dimostri prima l’utilità e l’interesse pubblico e poi eventualmente si discuta, secondo i principi della partecipazione,  delle soluzioni tecniche ed economiche.

Questo crediamo dovrebbe essere lo spirito che guida le scelte della politica, in particolare se si parla di realizzare grandi infrastrutture o urbanizzare parti di territorio dove vivono comunità di persone. Nel caso del passante nord si realizzerebbero entrambe gli scenari: la posa di una grande infrastruttura e l’inevitabile urbanizzazione diffusa che ne deriverebbe.

Il territorio non è infinito, e soprattutto è prezioso. Prima di impedire la coltivazione di 8000 ettari  di terreno agricolo e fertile, questa sarebbe l’entità dell’area di rispetto preclusa all’agricoltura biologica, piazzandogli sopra una muraglia di circa 40 Km e alta 3,7 metri, altezza del rilevato necessario per difendere il nuovo tracciato dalle alluvioni (!!),  forse dovremmo davvero interrogarci con tutta la buona fede se questa opera sia davvero indispensabile. Non è possibile individuare soluzione alternative e meno impattanti per decongestionare il traffico su gomma che gravita attorno al nodo di Bologna ? Noi crediamo di si, ad esempio lavorando davvero per spostare parte di quel traffico su rotaia. Continua a leggere

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Bici gratis sui treni regionali ?

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Immagine tratta dal sito web di Trenitalia

SEL Bologna, tramite il forum ambiente e i suoi consiglieri comunali e regionali, si è subito attivata per reintrodurre l’abbonamento per il trasporto bici sul treno, cancellato a dicembre 2014,  durante una ulteriore fase di automazione digitale del servizio di emissione biglietti. Il fatto ci è stato segnalato da Sara Poluzzi, una pendolare che da 8 anni sfrutta con successo l’intermodalità dei mezzi pubblici caricando la bici sul treno ad un costo accessorio di 12o euro annuali oltre all’abbonamento personale . La cancellazione dell’abbonamento comporta un aggravio di oltre 700 euro. Questa decisione, dovuta al decadimento di un accordo Fiab – Trenitalia va decisamente contro la logica di incremento del trasporto sostenibile che invece la Regione dovrebbe pervicacemente sostenere in tutte le sue forme.

Sara ha dato vita ad una petizione su Change.org, indirizzata a Trenitalia, che ha riscosso un enorme successo, raccogliendo oltre 50.000 firme in dieci giorni. L’alto numero di adesioni è una dimostrazione evidente le che persone, sia per i costi elevati del trasporto privato, sia per una sempre maggiore coscienza ambientale, stanno puntando sempre di più sul trasporto pubblico o sulla bicicletta per i movimenti nelle città o casa-lavoro.

Trenitalia da parte sua ha risposto alla petizione che nulla impedisce la reintroduzione dell’abbonamento ma che la decisione spetta alla Regione. “Ciascuna Regione infatti, nell’ambito del contratto di servizio con le imprese ferroviarie-  dice la nota- puo’ autonomamente stabilire anche l’introduzione di forme di abbonamento particolari per i servizi di propria competenza, incluso quello che prevede il trasporto delle bici a bordo dei treni regionali. Nulla preclude l’autonoma scelta delle singole Regioni di stabilire forme di abbonamento o altre agevolazioni per il trasporto delle biciclette sostenendone il costo”-scrive Trenitalia.

Sulla base di questo quadro normativo SEL  sta ultimando ulteriori approfondimenti per arrivare a formulare una richiesta, che sarà presentata all’Assessore ai Trasporti regionale il 22 gennaio prossimo, in concerto con Fiab e l’associazione Salvaciclisti. Tale richiesta verterà non solo su il ripristino dell’abbonamento (atto minimo)  ma su una revisione dell’intera regolamentazione del trasporto bici sul treno tesa a rimuovere gli ostacoli attualmente presenti. In particolare occorrerebbe uniformare le pratiche nelle varie regioni e per i vari enti gestori (Trenitalia, FER e altri in altre regioni) e soprattutto andare verso l’abolizione del biglietto per la bicicletta. Quest’ultima decisione, tecnicamente fattibile e già adottata in alcune regioni, rappresenterebbe davvero un concreto segno, un deciso cambio di rotta, verso un trasporto pubblico che rispecchia le esigenze dei cittadini, siano essi pendolari, turisti o semplici viaggiatori occasionali. Soprattutto rappresenterebbe un cambio di rotta rispetto agli anni precedenti caratterizzati, in Emilia-Romagna, da una riduzione del trasporto regionale di trasporto bici che è passato da una copertura del 85% dei convogli nel 2011 al 45% nel 2012. A tale decisione dovrebbe infatti corrispondere un opportuno incremento dei vagoni destinati al trasporto bici o l’istituzione di fasce orarie dedicate. Una migliore regolamentazione di questo servizio potrebbe a significativi effetti anche sull’indotto turistico come dimostrano le cifre riportate da altri paesi. L’indotto cicloturistico, favorito da una capillare rete di trasporti pubblici, assomma a circa 1 milione di presenze in Austria e a 4,7 milioni in Svizzera per un fatturato rispettivamente di 45 milioni di euro e 95 milioni di euro. Daremo battaglia !!

Vedi anche Presentato un disegno di legge sulla moblità ciclabile

 

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Energia e Territorio per l’Emilia-Romagna

La politica incontra la scienza
Giovedì 20 novembre 2014, ore 14.30
C.N.R. Via Gobetti 101, Bologna – sala 216

Presentazione dell’appello al Governo: Energia per l’Italia
Cambiamento climatico, rischio idrogeologico e tutela del territorio
Politiche ambientali di Sinistra ecologia Libertà

Con Vincenzo Balzani, Federico Grazzini, Giovanni Paglia e Fausto Tomei, candidato di SEL-Bologna alle elezioni regionali del 23 novembre 2014.

energia e territorio per l'Emilia-Romagna

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La grande illusione: progresso = cemento. L’equazione non funziona.

Federico Grazzini, Forum Ambiente SEL Bologna
IL Filo Rosso del Lavoro: Diritti, Ambiente e Reddito.Cinema Nuovo Nosadella, Bologna, 15/11/2014

I danni causati da eventi meteorologici intensi da Ottobre 2013 a Luglio 2014 ammontano a 3 miliardi di euro, pari a 21 richieste di stato di emergenza regionali. Ancor più impressionante la contabilità dei disastri degli ultimi due mesi con altre 9 alluvioni lampo : Gargano (3 e 5 settembre), Romagna (20 settembre), Genova (9 ottobre), alessandrino (13 ottobre), Parma (13 ottobre), Maremma (14 ottobre), Massa Carrara (5 novembre), Chiavari/ biellese etc (11-13 novembre). In queste ore nuove tragiche alluvioni stanno colpendo molte regioni del nord-Italia.

In ognuno di questi eventi si registrano danni enormi, non ancora ben quantificati e in molti di questi casi perdite di vite umane. Nel caso di Genova di parla quasi 10.000 posti di lavoro persi con migliaia di attività danneggiate. Il comune di Carrara è attualmente occupato da parte dei cittadini che sono stati colpiti dall’alluvione.SbloccaItalia_GrandiOpere

Mentre l’autunno entra quindi rovinosamente in campo, seminando una scia di danni, dal governo sembrano arrivare messaggi troppo rassicuranti tipo #italiasicura, l’emblematico nome scelto per denominare la nuova struttura di missione dal Governo per far fronte al dissesto idrogeologico. Basterà questo a salvarci dal dissesto ? Non credo..
Anche perché contemporaneamente si parla anche (e molto di più), di Sblocca Italia, di finanziare ancora la grande edilizia,e le due azioni sono chiaramente incompatibili anzi sono opposte.

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Impatti fonti fossili: non solo inquinamento atmosferico ma grande minaccia per la carenza idrica con lo zampino del nucleare

L'ippocampo

iran-centrale-nucleare-BushehrSono state molte le occasioni, in questo mio blog, di parlare, nelle lunga diatriba tra fonti rinnovabili e fonti fossili, soprattutto per portare alla attenzione il grande peso che queste ultime generano in termini di esternalità negative. Un tema quello delle esternalità delle fonti energetiche, troppo spesso “occultato”, proprio dai filo-fossili e detrattori delle energie rinnovabili. Un tema talmente importante, sul quale sono stati elaborati recentemente specifici indicatori come SCC (vedi post “Esternalità negative delle fonti fossili e nuovo indicatore SCC: rinnovabili già adesso più competitive“). Ma le valutazioni sulle esternalità negative delle fonti fossili cono si fermano certo al’inquinamento atmosferico, cn i veri inquinanti locali, come SO”, NO2, PM10, PM2,5, etc, ma sconfinano certamente in altri comparti, come quello delle acque.

Interessante proprio in questo ambito di valutazione un nuovo studio secondo il quale, per evitare un enorme aggravio sulla componente sempre più critica relativa alla disponibilità…

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